Cordoba – Musei

A Cordoba, ogni mercoledì, l’ingresso ai Musei è gratuito! Le occasioni vanno colte al volo… perciò dopo una mattinata dedicata alla sistemazione dei bagagli ed alla trasformazione delle foto dei giorni precedenti con relativa compilazione del diario giornaliero, esco per tentare di migliorare, seppur di poco, la mia scarsa cultura.

Il Museo delle Scienze Naturali mi sembra un buon posto da dove iniziare. All’interno si possono ammirare differenti scheletri fossili di animali come lo Smilodonte (la tigre dai denti a sciabola). Trovarmi faccia a “teschio” con questo antico predatore mi fa tornare in mente quando da bambino fantasticavo avventure incredibili guardando le figurine dell’album Panini dedicato agli Animali Preistorici… Il museo possiede anche un’ampia e discreta collezione di minerali.

Megaterio

Megaterio

Toxodonte

Toxodonte

Doedicurus

Doedicurus

Teschio di Smilodonte

Teschio di Smilodonte

Mega Ragno

Mega Ragno

Megaterio

Megaterio

Smilodonte

Smilodonte

Nelle vicinanze vado a visitare il MEC ovvero il Museo delle Belle Arti Emilio Caraffa, dove si possono vedere opere di numerosi artisti sud americani come Oscar Brandán, Carmelo Arden Quin, Luciana Bertoloni, Rodrigo Fierro, Carlos Gómez Centurión e Walter Páez.

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Ultima tappa è la visita al Palazzo Ferreyra dove si trova il Museo Evita nel quale non si possono scattare fotografie alle opere, ma solo allo scalone d’ingresso.

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Rientrando all’ostello faccio in tempo a vedermi un mini spettacolo di giochi d’acqua in una fontana del Paseo del Buon Pastore.

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Cordoba – Museo del Centro Clandestino di Detenzione e Tortura D2

Questo articolo tratta di una delle più infami e crudeli strategie di governo politico sociale adottate, nel corso del xx secolo, dalla quasi totalità degli Stati del Sud America, rimarcando indelebilmente le peggiori caratteristiche negative della natura umana.

Viaggiando in Paesi sconosciuti ci si può imbattere in realtà, recenti o passate, molto differenti dalla propria. Può perciò capitare di sentirsi incomodi ed impreparati o semplicemente ci si rende conto di non aver mai pensato/ragionato davvero su certe questioni. La DITTATURA è qualcosa che abbiamo studiato sui libri, dove vengono spiegate le ragioni, le motivazioni e il contesto storico/politico di quello specifico momento. In Italia, i testimoni viventi di questo infausto periodo, sono le persone di una certa età, ovvero quelli che hanno avuto la disgrazia di vivere il fascismo sulla propria pelle. In parecchi Stati del Sud America, viceversa, è una realtà recentissima; infatti molti ragazzi della mia età hanno ricordi chiari e nitidi delle violenze e della paura che si respirava in quei tristi e difficili anni.

Paraguay: Stroessner dal 1954 al 1989 e Rodriguez fino al 2008. Brasile: da Humberto de Alencar Castelo Branco a João Baptista de Oliveira Figueiredo dal 1964 al 1984. Bolivia: Banzer dal 1971 al 1978 e Mesa dal 1980 al 2005. Cile: Pinochet dal 1973 al 1990. Uruguay: Bordaberry dal 1973 al 1984 passando attraverso differenti figure manovrate dai militari. Argentina: Videla dal 1976 al 1983. Queste sono solo alcune delle dittature che si sono susseguite in Sud America. La maggioranza di esse appoggiate, neanche troppo segretamente, dai governi degli Stati Uniti.

Questa lunga premessa per dirvi che ho avuto qualche difficoltà a visitare e a scattare le seguenti fotografie in uno dei Centri Clandestini di Detenzione e Tortura della D2 (CCD/T D2) che operava nel pieno centro storico di Cordoba a 20 metri dalla Cattedrale in Plaza San Martin.

Targa commemorativa

Targa commemorativa

Qui funzionò il CCDyT “D2″dove lo Stato terrorista torturò e assassinò militanti popolari.

Ai sempre presenti compagni caduti 4 – 6 – 2010

I Quartieri per la Memoria e la Giustizia

Ingresso Centro Clandestino Detenzione e Tortura

Ingresso Centro Clandestino Detenzione e Tortura

Definizione della Divisione Speciale D2

Definizione della Divisione Speciale D2

La D2, come divisione speciale fu creata per perseguire e reprimere quello che si considerava un tipo differente di delitto – in relazione al delitto comune – definito genericamente terrorismo di Stato ovvero la sovversione. La persecuzione di tipo ideologico-politica era diretta a studenti, militanti sociali, sindacalisti, militanti dei partiti di sinistra, membri dei gruppi armati e tutte quelle persone sospettate di partecipare ad attività politico-sovversiva che, con metodologie squadriste, furono sequestrati, torturati, privati della libertà e poi fatti sparire o uccisi. La D2 in diverse occasioni operò congiuntamente con le Forze Armate e altri gruppi come il Comando Liberatore d’America (CLA) e la Alleanza Anticomunista Argentina (Tripla A). La gran maggioranza dei crimini commessi dal personale della D2 continuano ad essere impuniti, nonostante molti di essi furono perpetrati sotto governi costituzionali con pieno funzionamento dei poteri giuridici.

Celle

Celle

Dettaglio delle scritte e graffiti fatti anche con le unghie

Dettaglio delle scritte e graffiti fatti anche con le unghie

Altra cella

Altra cella

Ulteriore cella con proiezione di documentazione della D2

Ulteriore cella con proiezione di documentazione della D2

Testimonianze dei sopravvissuti

Testimonianze dei sopravvissuti

Arrivati al servizio d’informazione della Polizia Provinciale mi fecero sdraiare lungo il muro di un patio all’aperto. In questo posto non eravamo bendati… portarono uno straccio nero e me lo premettero sul viso versandoci sopra dell’acqua… Mi dicevano che in ogni caso avrei parlato, nuovamente persi il controllo degli sfinteri… nella notte mi portano in una sala… c’erano tutti i miei dischi, la mia collezione filatelica, la mia biancheria… c’era una ragazza di nome Canela… il patio era formato da piastrelle nere di diverse tonalità, ci facevano sfilare in circolo… Canela mi raccontò che poco prima del mio arrivo, nel medesimo patio, avevano torturato un ragazzo steso al suolo…

Fonte: ARCHIVIO CONADEP

Testimonianze dei sopravvissuti

Testimonianze dei sopravvissuti

… il passaggio era molto stretto… Mentre salivamo le scale ci colpivano con pugni sulla bocca e spesso retrocedevamo di un passo… in totale potevano essere 4 o 5 rampe, non di più… un pianerottolo e si girava a sinistra… qui in cima mi sembra ci fosse una tinozza con acqua, urina o materia fecale, nella quale sommergevano la testa di ognuno di noi cercando di affogarlo per recuperare informazioni, o altrimenti, ci torturavano in altro modo… …una volta superata questa fase ci facevano scendere e ci sbattevano sul pavimento delle celle dove c’era un sacco di gente… quattro in questo spazio è molta gente… poi venivano a prenderci e ci rimettevano seduti nei banchi…

Fonte: ARCHIVIO STORICO ORALE CORDOBA

Testimonianze dei sopravvissuti

Testimonianze dei sopravvissuti

… passai per di qua, lungo tutto questo corridoio, già da questo momento ero completamente incappucciato, fin quando mi portarono da quella parte e mi sdraiarono su di una panca di cemento, intendo del materiale… io stavo seduto qui e per gli spintoni con i compagni capì che c’era molta gente qua. Per gli urti e i colpi sapevo che eravamo in tanti… stetti qui non so quante ore, non ricordo quanto tempo fino a quando decidettero di portarmi verso il fondo della stanza, mi fecero salire lungo una scala… io so molto bene che quando vengo qui mi trovo nelle stesse stanze…

Fonte: ARCHIVIO STORICO ORALE CORDOBA

Testimonianze dei sopravvissuti

Testimonianze dei sopravvissuti

…cerco di orizzontarmi e devo ubicare tutto, è qui, le panche dove stavamo seduti erano di cemento, era così… uno lo sente che erano di cemento… …c’erano panche anche laggiù (da ambo i lati del corridoio) e io mi rendevo conto che si trattava di un posto piccolo, eravamo seduti uno accanto all’altro e le entrate in questo luogo terribie erano da questo lato (dal patio) e qui oltrepassando questa parete si può verificare perché era tutto all’aria aperta… …e qua ho l’impressione che, diciamo questo era più stretto, perché quando portavano i ragazzi picchiati a sangue, torturati, li facevano passare distanti dal lato opposto, perché io sentivo i lamenti qui e le grida laggiù… …era come una stanzetta…

Fonte: ARCHIVIO STORICO ORALE – ARCHIVIO DELLA MEMORIA CORDOBA

Foto di desaparacidos

Foto di desaparacidos

Foto di desaparacidos

Foto di desaparacidos

Documentazione dittatoriale

Documentazione dittatoriale

Documentazione dittatoriale

Documentazione dittatoriale

Responsabili e militanti dalla D2

Responsabili e militanti dalla D2

CONDANNATI

Imputati e giudicati da un tribunale democratico. Mostrare la faccia dei responsabili della morte e della tortura, di quelli che attuarono in clandestinità, nascosti dal potere del terrore, è una responsabilità etica dei giornalisti e di noi fotoreporter.

MANUEL BOMHEKER

Responsabili e militanti dalla D2

Responsabili e militanti dalla D2

Se qualcuno volesse approfondire l’argomento consiglio la lettura del libro Mar del Plata di Claudio Fava dove viene raccontata la vera storia di una squadra di rugby annientata dal regime di Videla perché aveva osato ricordare un compagno ucciso con dieci minuti di silenzio.

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Cordoba – La città e le sue chiese

Ringraziata e salutata la dolce Cora, mi dirigo, con trasferimento notturno, verso  Cordoba. Partenza da Mendoza alle 23 con arrivo alle 8 della mattinata. Cerco immediatamente una rete wifi nel terminal in modo tale da poter individuare ostelli, mappe, musei, orari e tutto ciò che mi può servire per il soggiorno in città. Questa volta sono fortunato perché il terminal ha la rete wifi pubblica🙂 Individuo 3 o 4 ostelli in zona, faccio qualche chiamata, recupero alcune info sulla città e infine vado ad informarmi sui prezzi e sugli orari del successivo trasferimento verso Rosario. Terminate le “indagini”, carico gli zaini in spalla e vado a scegliere l’ostello. Il primo che incontro è perfetto e decido di fermarmi. Visto che è abbastanza presto per il Check In, lascio in deposito i bagagli, prendo la macchina fotografica e vado alla scoperta della città.

E’ ora di pranzo perciò compro il necessario per farmi 2 panini che divoro all’ombra di un albero secolare. Sulla strada verso Plaza San Martin, centro di Cordoba, incontro moltissime Chiese.

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Sulla Plaza San Martin si affaccia la Cattedrale, il Centro Culturale Cabildo Historico e altri antichi palazzi, mentre nel centro della piazza si trova un enorme monumento dedicato al condottiero José de San Martin.

Plaza San Martin

Plaza San Martin

Plaza San Martin

Plaza San Martin

Cattedrale

Cattedrale

Cuspide della Cattedrale

Cuspide della Cattedrale

Decorazioni interne alla Cattedrale

Decorazioni interne alla Cattedrale

Mi sposto per raggiungere il Paseo del Buen Pastor che mi dicono essere un centro culturale con una Mostra a cielo aperto di sculture e dipinti. Lungo la strada incontro una piazzetta con un monumento dedicato al fondatore di Cordoba: Jerónimo Luis de Cabrera.

Monumento a Jerónimo Luis De Cabrera fondatore di Cordoba

Monumento a Jerónimo Luis De Cabrera fondatore di Cordoba

Il Paseo del Buen Pastor è una struttura moderna con fontane, panchine, giardini e vasche nel bel mezzo della città, dove giovani, vecchi e famiglie possono rilassarsi un poco dal traffico e dalla vita caotica della metropoli.

Pecora

Pecora

Volatile

Volatile

Donna al bagno

Donna al bagno

Serpente

Serpente

Queste sono alcune opere esposte nel Paseo

Adiacente al Paseo si trova la bellissima Chiesa gotica del Sagrado Corazón (conosciuta anche come Iglesias de los Capuchinos) che crea un netto contrasto con le strutture moderne adiacenti creando immagini riflesse interessanti…

Los-Capuchinos-Rif-3 Los-Capuchinos-Rif-2

Los-Capuchinos-Rif-1

La Chiesa è molto recente e ha poco meno di 90 anni. Nella facciata si possono vedere moltissime sculture, colonne lavorate e un mosaico dorato che sovrasta l’ingresso principale.

Chiesa dei Cappuccini

Chiesa dei Cappuccini

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Altare

Altare

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Maipú e Coquimbito – Bodega La Rural e Museo del vino

Se si passa da Mendoza si deve assolutamente fare una gita lungo la Ruta del Vino. Verso la fine del 1800 migliaia di Europei si trasferirono in queste zone a caccia di fortuna e lavoro. Molti di questi emigranti erano di origine italiana con grande conoscimento e cultura vinicola. In questo pezzo di Argentina la terra ed il clima sono davvero ideali alla crescita della vigne.

Vecchia foto della Bodega La Rural

Vecchia foto della Bodega La Rural

Nel 1885 Felipe Rutini fondò l’omonima casa vinicola importando macchinari, procedure ed esperienze maturate in Italia nell’azienda familiare situata in provincia di Ascoli Piceno. Ben presto si trasformò in una azienda di primissima qualità crescendo in maniera esponenziale fino ai giorni nostri, con una produzione annuale di circa 11 milioni di litri. I principali vini prodotti sono Cabernet Sauvignon, Merlot, Malbec, Syrac, Pinot Noir, Chardonnay, Sauvignon Blanc, Brut e alcuni vini dolci. In Argentina si vendono molto bene anche miscele di vini come Cabernet-Malbec, Cabernet-Merlot, Cabernet-Syrac o Malbec-Syrah. La gamma è vastissima, con vini per tutti i prezzi che vanno dalle super riserve a 200 € la bottiglia, passando attraverso la media classe con costi sui 10-20 €, arrivando a vini di bassa categoria da vendere nei supermercati a 2 € la bottiglia.

Gli attuali proprietari non hanno più niente a che fare con la Famiglia Rutini ma hanno comunque deciso di mantenere l’antico nome; inoltre, utilizzando alcuni capannoni della loro enorme azienda, hanno creato un Museo del Vino con lo scopo di promuovere e far conoscere la storia e i prodotti di questa terra. Guide multilingue, molto ben preparate, ti accompagnano lungo un percorso dove vengono spiegati i vecchi ed i nuovi processi di produzione con la possibilità di toccare antichi e originali macchinari, utensili e botti di fabbricazione talvolta italiana. Non può di certo mancare una vista panoramica sulle vigne e per concludere la meritata degustazione finale.

Vecchi camion per il trasporto delle botti

Vecchi camion per il trasporto delle botti

Antica carrozza

Antica carrozza

Vecchie selle e carrozze

Vecchie selle e carrozze

Partenza e arrivo della visita

Partenza e arrivo della visita

Vigna di 40 anni di età

Vigna di 40 anni di età

Frantoio per la produzione di olio di oliva

Frantoio per la produzione di olio di oliva

Antica ciminiera

Antica ciminiera

Scudo araldico della Famiglia Rutini

Scudo araldico della Famiglia Rutini

Antiche otri di pelle di vacca

Antiche otri di pelle di vacca

Antiche giare in terracotta

Antiche giare in terracotta

Antiche pelli per il trasporto dell'uva

Antiche pelli per il trasporto dell’uva

Macchinario di produzione italiana

Macchinario di produzione italiana

Antiche botti

Antiche botti

Antichi utensili in rame

Antichi utensili in rame

Nuovissimi silos

Nuovissimi silos

 

 

 

 

 

 

Finito il tour alla Bodega La Rural, senza pranzo ma con le degustazioni di Cabernet Sauvignon e Malbec in corpo, vado a visitare un frantoio situato a 200 metri di distanza. La visita non vale veramente la pena… ma si recupera ampiamente con la degustazione!! Non si limitano a produrre olio extra vergine di oliva, ma anche aceto di vino e balsamico, patè d’oliva, d’aglio e di melanzana, marmellate e confetture con o senza vino ma soprattutto liquori ai sapori più strani stile tabacco, birra nera, chiodo di garofano o zenzero. Inutile dire che rientro a Mendoza “gonfio” come una zampogna e carico come un mulo!!

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Mendoza – Visita della città

Riprendiamo da dove eravamo rimasti… Mendoza, capitale del vino in Argentina.

La città è abbastanza grande ma il centro storico si può facilmente gironzolare a piedi. Avenida Sarmiento (pedonale) e Plaza Indipendencia, con i suoi giardini e la sua grande fontana, sono il cuore di Mendoza.

Plaza Indipendencia

Plaza Indipendencia

Giochi d'acqua

Giochi d’acqua

Compagnia teatrale

Compagnia teatrale

 

 

 

 

 

 

La Piazza è di forma quadrata e in corrispondenza dei suoi quattro vertici si trovano Plaza Italia, Plaza Chile, Plaza España e Plaza San Martin.

Plaza Italia

Plaza Italia

La immancabile Lupa

L’immancabile Lupa

Plaza España

Plaza España

Un pochetto più distante dal centro si possono incontrare monumenti, siti archeologici e chiese da visitare.

Catedrale di Nostra Signora di Loreto

Cattedrale di Nostra Signora di Loreto

 

 

 

 

 

 

Ruinas de San Francisco

Ruinas de San Francisco

Monumento al libro

Monumento al libro

 

 

 

 

 

 

 

 

Vado infine a visitare Musei, Mostre e l’Acquario…

Archivio scrittorio

Archivio scrittorio

Macchina da scrivere Olivetti

Macchina da scrivere Olivetti

Antico piano

Antico piano

Museo del Pasado Cuyano

Plaza Area fundacional

Plaza Area fundacional

Antiche abitazioni

Antiche abitazioni

Indigeno locale

Indigeno locale

Museo de la Area fundacional

Pesce baffuto

Pesce baffuto

Pesce... stufo

Pesce… stufo

Tartaruga coraggiosa

Tartaruga coraggiosa

 

 

 

 

 

 

Acquario

Rientrando faccio in tempo a visitare una mostra con più di 100 quadri di Mirò esposta nel Museo di Arte Contemporanea situato nei sotterranei della fontana di Plaza Indipendencia. In tutta sincerità la mostra mi trasmette pochissime emozioni… solamente 2 o 3 quadri rubano la mia attenzione… comunque non mi preoccupo più di tanto… è risaputo che non capisco una “cippa” di arte!🙂

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Tremate gente!! Non ho ancora finito di “Flaviandare” nel web!!

Ed eccomi nuovamente qua… 11 mesi di totale silenzio… ma ci sono!! Ho un mucchio di foto da pubblicare e tantissime cose da raccontare…

Ci voleva qualcosa di forte per riprendere… qualcosa di particolare, che mi facesse stare in casa… grazie alla quale non mi potesse venire la voglia di uscire, di vedere, di conoscere, di visitare altri magnifici scorci di Sud America…

E cosa potrebbe essere mai???

Mumble… Mumble… Mumble…

Terremoto??? No!!! Tsunami??? No!!! Incendio??? No!!! Incidente stradale??? No!!!

Aiutino???

Femminile… ti prosciuga tutte le energie… ti lascia senza respiro… ti tiene inchiodato al letto e sono guai se scendi… ti fa vedere tutte le costellazioni della Via Lattea…

Allora cos’è???

Una bellissima, ricca, generosa e formosa ERNIA del disco!!!

Purtroppo ci sono abituato e ogni 2/3 anni ritorno a questa “simbiosi” con il materasso🙂

Ognuno porta le sue croci e dopo 20 anni di ricadute mi sono adeguato/abituato. Ci vuole molta pazienza, un incrollabile, necessario, continuo pensiero positivo, molto amore e infinita comprensione da parte di chi ti sta vicino e infine bisogna avere qualcosa da fare per tenersi occupato durante la lunga guarigione🙂

Ahhhh… dimenticavo la cosa più importante, direi di vitale importanza… ci vuole una buona scorta di CORTISONE!!!

Perciò… VAMOS A TRABAJAR!!!

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Mendoza – Parco Generale San Martìn

Superato il Passo Los Libertadores (anche conosciuto come Passo del Cristo Redentor) si entra in Argentina e la prima città che si incontra è Mendoza. Come in gran parte dell’Argentina, anche qui, sono moltissimi i cognomi italiani che si possono incontrare. Molti di questi emigranti italiani fondarono case vinicole a fine ‘800 e inizio ‘900, contribuendo così a rendere questa città la indiscutibile capitale del vino argentino.

Sono ospite della simpatica e gentilissima Cora, un’amica della Rosario (amica e vicina di casa in Valparaíso) di origini mendozine. Cora è una ottima musicoterapeuta che lavora spesso in Spagna, sempre in giro per il Sud America per convegni e meeting.

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Decido per il giorno seguente di visitare il Cerro Gloria e il Santuario più grande di tutto il Sud America che si trova a pochissimi km da Mendoza; rientrando verso casa passo a fare un giro nel Parco della città.

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Il Cerro Gloria si trova nel Parco General San Martìn di Mendoza che è ricchissimo di piante, alberi, fontane, sculture e monumenti. Famoso è l’ingresso del Parco, costituito da una cancellata in ferro chiamato Portones. All’interno si possono percorrere lunghissimi viali alberati e giardini botanici con alberi e piante endemiche.

In cima al Cerro de la Gloria si trova il Monumento all’Esercito delle Ande che è davvero gigantesco.

Il Cerro de la Gloria raggiunge appena i 100 metri di altezza; conseguentemente il panorama non si può di certo definire spettacolare. Comunque il contrasto del verde del Cerro con la pianura desertica dove sorge Mendoza non è male…

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Ai piedi del Cerro si può visitare lo Zoo di Mendoza; da quel che ho potuto vedere dall’esterno gli animali sono parecchi e sono liberi di gironzolare in grandi recinti. Io mi sono limitato a fotografare il custode piumato che controllava i visitatori all’ingresso.

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Per andare a visitare il Santuario di Lourdes (il più grande del Sud America) mi tocca fare una passeggiata di 5 km. La strada purtroppo è anche in salita!!

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Santuario

La Chiesa principale è veramente grande, mentre il Santuario a lato è piccolo e pieno zeppo di targhette di ringraziamento o votive.

E’ ora di andare a fotografare il Parco, il suo lago, il Museo della Scienza e tutto ciò che mi viene a tiro di obiettivo!!

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Parco

Purtroppo il lago è secco… necessitava di una pulizia profonda dopo ben 40 anni di “servizio”. Cora mi racconta che nella fase di prosciugamento sono stati recuperati tutti i pesci, tra i quali una carpa di 22 kg!!

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Il Parco è ricco di alberi, piante e monumenti. Essendo inverno non posso godere dello spettacolo del magnifico Giardino delle Rose. Anche il Museo delle Scienze è chiuso per restauro… pazienza…

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